Il Teatro Sotto Casa – La Festa del Raccolto

Un’iniziativa culturale in pandemia

di Dafne Rubini –
Teaser Il Teatro Sotto Casa

E’ il 23 dicembre 2020. Si avvicinano i giorni di festa, ma non si aspettano pregustando gli abbracci e le riunioni con amici e parenti. Le strade sono dei passanti, di chi fa gli ultimi acquisti fra mascherine e disinfettanti per le mani.

Siamo ad Ostia, nel X Municipio di Roma Capitale. Ai piedi del Polo Notatorio, a pochi passi dal mare. Salgo su una delle panchine di pietra del parco e suono la campanella. E’ il segnale. E’ il debutto del Teatro Sotto Casa.

Le ragazze del Coro Femminile Eos escono dalle loro macchine e si riuniscono in cerchio attorno al Maestro Fabrizio Barchi. Intonano un canto. Dal cavalcavia spezzato compare una figura sui trampoli vestita di bianco. E’ Corinna Bologna. Raggiunge il coro e il capannello di persone che vi si è formato intorno, regala fiori al pubblico che si è creato, distanziato e incuriosito.

Contemporaneamente, in Piazza Tor San Michele, un’altra campanella. E’ il segnale per Dario Gabriele per iniziare a suonare la sua armonica. Ai suoi piedi altri cesti di fiori. Ogni cesto è accompagnato da un cartello: “Prendi un fiore, è per te! Buone feste da Ass. Cult. Esosementi”

Così è iniziato il nostro viaggio.

Con fiori lasciati per la città e una campanella che suona. Un simbolo che ho adottato da Ellen Stuart, La Mama. Accoglieva gli spettatori nel suo teatro, all’inizio dello spettacolo, suonando una campanella. Il pubblico si riuniva intorno a lei mentre presentava il programma del giorno (se siete curiosi potete vederla qui! https://www.youtube.com/watch?v=YHzVEkjUxwA.)

Un rito come un altro, quello di suonare una campanella. Chi si occupa di teatro lo sa, ha tutto origine dal rito e, probabilmente, è nel rito che il teatro trova la sua essenza, la sua natura d’essere. Per questo ho scelto di iniziare ogni performance del teatro sotto casa così, per ricordarmi l’essenza di ciò che faccio.

Il 13 gennaio, seconda giornata del progetto (dedicata alla poesia e realizzata in collaborazione con il collettivo poetico Poetry Clan Ostia), la campanella utilizzata era di vetro. E’ andata in frantumi fra le mie mani. Un bel modo per iniziare una performance, non credete? (se volete saperne di più sulla storia della campanella in pezzi o della performance in generale vi consiglio il reportage di Angelo Andrea Vegliante qui accanto!)

Ok. Ma cos’è il Teatro Sotto Casa?

Il Teatro Sotto Casa è stato fin qui una programmazione itinerante di performance di varia natura, brevi ed estemporanee, in cui gli artisti hanno donato il proprio talento alla cittadinanza. Come platea la strada, le piazze e le finestre dei palazzi. Questi ultimi mesi, per me, possono essere descritti in una parola: un dono.

Video di Germana Ruscio – Riprese di Adriana Ridolfi, Carlotta Oreto, Germana Ruscio e Saturno Ranucci (X Municipio)

In un periodo storico unico e irripetibile, in cui la condizione dell’isolamento ridefinisce spazi e sensazioni del quotidiano, i luoghi di rito e catarsi vengono meno. La volontà era quella di incontrare le persone per le strade con quella stessa energia coinvolgente, di festa, degli spazi in cui celebriamo la vita. Il nostro è un messaggio semplice – ma non per questo di facile attuazione: contrastare l’incertezza, la paura e l’assenza di stimoli propria di questi tempi con l’arte.

Credo che ci sia molto da imparare dai principi propri della pratica teatrale e che in questo momento più che mai dovremmo farli nostri: condivisione e senso di comunità per primi, ma anche attenzione alla relazione, consapevolezza nell’agire e nel reagire a ciò che ci circonda, il riunirsi attorno al mistero e chiedersi insieme come sbrogliare la matassa. Il nostro scopo era generare una risposta concreta alla crisi culturale ed emotiva che stiamo vivendo, popolando il territorio di atti contagiosi di cultura, cura e sostegno verso sé e l’altro da sé. 

Questo scopo non era perseguibile senza coinvolgere nello scopo stesso la cura delle categorie che si occupano di “concorrere al progresso spiriturale della società”, dando loro spazio per operare, per tenere acceso il fuoco. Per questo abbiamo puntato tutte le nostre energie nella creazione di una rete fitta di umanità, ricche di diverse competenze, esperienze e linguaggi. Sono passati 108 giorni dal 23 dicembre, il giorno del debutto di questo progetto. Oltre cinquanta artisti sono stati coinvolti, per non contare tutte le altre figure professionali che hanno contribuito alla realizzazione degli aspetti tecnici e quelle che si sono proposte per le nuove fasi del progetto.

In questi mesi abbiamo raggiunto la meta sperata oltre ogni nostra immaginazione. Oltre le zone rosse, i permessi e le norme di contenimento del virus. Oltre il vento freddo, il presente annebbiato ed il futuro fumoso abbiamo riacceso un fuoco che sembrava essere destinato a spegnersi, innescato un contagio virtuoso che contrasta gli effetti di quello pandemico. Sono partita per questo viaggio sola, sicura solo del fatto che avrei suonato una campanella ad ogni piccolo evento. Ad oggi posso dire che Il Teatro Sotto Casa è uno spazio senza pareti ne coordinate geografiche. E’ un non-luogo composto da menti, corpi e spiriti. E’ fucina di idee, dialogo e proposte fuori il tracciato.

Voglio ringraziare ogni singolo individuo che ha preso parte a questo movimento che fa germogliare cultura.

Festeggiamo insieme il raccolto del Teatro Sotto Casa… almeno fin qui!

Intervista a Dafne Rubini – Quarta Parete

Direzione Artistica di Dafne Rubini

Assistente e Responsabile Logistica Giorgia Sarais

Ufficio Stampa Maresa Palmacci

Staff video: Germana Ruscio, Adriana Ridolfi, Carlotta Oreto

Staff foto: Alessio Ghigi, Eleonora Piazza, Adriana Ridolfi

Hanno partecipato: Maria Alessandra Sigismondi, Giorgia Sarais, Viola Margaglio e il Poetry Clan Ostia, Eleonora Piazza, Corinna Bologna, Coro Femminile EOS, Leonardo Scrima e Giulia Doneddu di Wow-Incendi Spontanei, Ottava Pop Choir, Compagnia LèéL, Dario Gabriele, Caterpillar, Daniele Casolino, Stefano Rossi, Chiara Cappelli, Danila Fruci, Sabrina D’Alonzo, Francesca Carocci e Sofia Moscatelli.

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